L' eredità storico-culturale di Jezera
Caro esploratore della storia della nostra isola, venga pure a Jezera e faccia una passeggiata per le vie delle antiche tribu Liburne: nella baia Podjasenovac sono state ritrovate due tombe di Liburno. Sopra la valle Murtar (a 2 km verso il sud del paese) c’è una pila di pietre di una forma piuttosto inusuale: gli abitanti chiamo questa cumulo Pudarica. Si pensa che gli Illiri (Liburni) vi ci si arrampicassero e dalla sua cima lancassero segnali alle barche. Faccia uno sforzo anche lei, caro esploratore, salga sul cumulo per lanciare un segnale alle barche in navigazione, e in questo modo resusciterà il passato. La chiesa parrocchiale più grande è quella dedicata alla Vergine della Salute. La chiesa fu costruita nel 1722 ed è un bell’esempio del barocco mediterraneo. Il campanile è alto 32 metri e la chiesa ha 7 altari, tra i quali spiccano quello dedicato alla Vergine triste, in legno, e quello principale con un rilievo dorato che rappresenta Maria con Gesù. Dalla chiesa della Vergine dalla Salute, attraverso un grande arco si scende alla strada che porta al paese di Košuluk. La via porta poi alle valli del lago e passa accanto a Lokva e al pozzo centenario circondato da basse mura di pietra. All’incrocio delle piccole vie si trova la chiesa di San Rocco, del Cinquecento – dedicata al protettore dalla peste. In un lontano passato la peste purtroppo arrivò anche da queste parti, per fortuna senza portare gravi conseguenze.
Se salite per la via della croce sul colle Kružak, davanti a voi incontrerete la chiesetta di San Constanzo (1780), il santo protettore dalla malaria. Questa malattia molto spesso portò alla morte i giovani abitanti della zona. Le rocce per la costruzione della chiesa e delle mura sono state portate dai malati di malaria. Quando iniziava la febbre, vestiti d’estate in abiti invernali, salivano con la pietra più grande che potevano trovare sul colle di San Costanzo, sudando dalla fatica. I più forti, che riuscivano raggiungere la cima, guarivano.
Nel porto di Jezera si trova la chiesetta di San Giovanni di Traù ,del Seicento, che a volte fungeva anche da galleria di famosi pittori. La leggenda dice che una volta dei pirati assaltarono dal mare la chiesa, probabilmente Mauri, e fecero una strage sull’isola bruciando tutte le chiese tranne questa, perché sul campanile non c’era il segno della croce, ma il segno delle fiamme. Nella baia di Murtar troverete la chiesetta dedicata a San Nicola, del Quattrocento – San Nicola è il santo protettore dei viaggiatori, dei marinai, dei pescatori e dei bambini. Il compito di conservare la cultura degli abitanti di Jezera oggi è assolto della Società culturale Koledišće, fondata nel 1970. Il nome che porta proviene dal nome della piazza di Jezera – Koledišće nella parte chiamata Selo, vicino al comune (viknice) dove si radunavano i rappresentanti dei paesi dell’isola di Murter.
Se salite per la via della croce sul colle Kružak, davanti a voi incontrerete la chiesetta di San Constanzo (1780), il santo protettore dalla malaria. Questa malattia molto spesso portò alla morte i giovani abitanti della zona. Le rocce per la costruzione della chiesa e delle mura sono state portate dai malati di malaria. Quando iniziava la febbre, vestiti d’estate in abiti invernali, salivano con la pietra più grande che potevano trovare sul colle di San Costanzo, sudando dalla fatica. I più forti, che riuscivano raggiungere la cima, guarivano.
Nel porto di Jezera si trova la chiesetta di San Giovanni di Traù ,del Seicento, che a volte fungeva anche da galleria di famosi pittori. La leggenda dice che una volta dei pirati assaltarono dal mare la chiesa, probabilmente Mauri, e fecero una strage sull’isola bruciando tutte le chiese tranne questa, perché sul campanile non c’era il segno della croce, ma il segno delle fiamme. Nella baia di Murtar troverete la chiesetta dedicata a San Nicola, del Quattrocento – San Nicola è il santo protettore dei viaggiatori, dei marinai, dei pescatori e dei bambini. Il compito di conservare la cultura degli abitanti di Jezera oggi è assolto della Società culturale Koledišće, fondata nel 1970. Il nome che porta proviene dal nome della piazza di Jezera – Koledišće nella parte chiamata Selo, vicino al comune (viknice) dove si radunavano i rappresentanti dei paesi dell’isola di Murter.





